Quattro Movimenti (e un paso doble)
2022-2024
Il progetto Quattro movimenti (e un paso doble), attuato nel biennio 2022-2024, è stato realizzato nell’ambito della I edizione del bando Attenta-mente di Fondazione Cariplo, che ha sostenuto lo sviluppo di interventi innovativi per la promozione del benessere psicologico di bambini, adolescenti e famiglie.
Spaziopensiero è stato capofila di un partenariato che ha coinvolto Area G Associazione ETS e Basketown ASD, con il sostegno del Municipio 8.
Quattro movimenti (e un paso doble) è un progetto nato per offrire un supporto psicologico accessibile, tempestivo e radicato nei contesti di vita quotidiana dei giovani. L’intervento si è sviluppato principalmente all’interno degli Istituti Scolastici, con l’obiettivo di intercettare precocemente il disagio e facilitare l’accesso ai percorsi di cura. Le scuole coinvolte nel progetto sono state ICS Alda Merini, ICS Linneo e il Liceo Bottoni.
Un elemento distintivo del modello è stato il rafforzamento della rete territoriale, in particolare la collaborazione con le Unità Operative di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA). Il lavoro di rete si è concentrato soprattutto con le équipe territoriali di Cilea e Aldini, con cui è stato possibile costruire un sistema di presa in carico condiviso, capace di orientare in modo chiaro e tempestivo le richieste di aiuto.
Le principali attività, che hanno funzionato come un sistema integrato di primo contatto e prevenzione, hanno incluso:
• Sportelli d’ascolto presso gli Istituti Scolastici, rivolti a studenti, genitori e docenti.
• Interventi nei gruppi classe, mirati a osservare e avviare una riflessione su dinamiche relazionali complesse o disfunzionali come esclusione, isolamento o bullismo.
• Incontri per genitori, per supportare il loro ruolo educativo.
• Consulenze a docenti e Consigli di Classe, per affiancarli nella gestione di casi complessi e nella progettazione di interventi mirati.
Il ruolo strategico di queste attività è stato duplice. Da un lato, hanno permesso di intercettare precocemente il malessere, offrendo uno spazio di ascolto tempestivo che, in molti casi, si è rivelato sufficiente a migliorare il benessere percepito. Dall’altro, hanno agito come un efficace sistema di orientamento, chiarendo domande di aiuto confuse e indirizzandole verso i percorsi di cura più appropriati, sia interni al progetto sia verso i servizi territoriali. All’interno del progetto, quando necessario, sono stati garantiti percorsi terapeutici di più lungo periodo.
Durante i due anni di progetto abbiamo costruito una rete di rapporti virtuosi e consolidato alcune buone pratiche che scardinano l’idea di un intervento, nell’ambito della salute mentale, esclusivamente emergenziale o meramente individuale. Parlare di prevenzione, e non solo di emergenza, permette una riflessione attiva e costante. Abbiamo sempre cercato di ampliare lo sguardo per comprendere, nella visione del singolo individuo, le problematiche sociali, culturali ed economiche che spesso influenzano il benessere mentale.
Costruire una “comunità dialogante”, composta da psicologi, psicoterapeuti, docenti, famiglie, servizi territoriali e Municipio, ha permesso di pensare a una “cura diffusa”, capace di incidere a diversi livelli, di affrontare problematiche complesse e di condividere soluzioni possibili.
