NUOVI PROGETTI DI CURA E PREVENZIONE PER BAMBINI, ADOLESCENTI E FAMIGLIE


MunariMerini

2024


Il progetto MunariMerini è un percorso di laboratori ludico-creativi realizzato nel 2024 presso l’Istituto Comprensivo Statale Alda Merini di Milano dall’équipe educativa di Spaziopensiero. L’iniziativa ha offerto ai bambini e ai ragazzi (dai 6 ai 12 anni) uno spazio di gioco e riflessione in orario extra-scolastico, finalizzato a sostenere la crescita armonica e lo sviluppo delle capacità di apprendimento.

Il cuore del progetto risiede nell’integrazione di due approcci apparentemente distanti:

  • Bruno Munari. La sua visione del “fare” come via d’accesso alla creatività e l’importanza dell’osservazione del processo mentale del bambino.
  • Alda Merini. La sua poesia come forma per accedere all’indicibile e al mondo interno.

La proposta da Spaziopensiero si è fondata sull’osservazione profonda delle tracce lasciate dai bambini, considerando la scuola non come un semplice luogo di accumulo di nozioni, ma come un ambiente pedagogico dove la relazione affettiva ed educativa è il motore della crescita.

Le attività hanno esplorato il passaggio cruciale tra il mondo immaginario e quello simbolico attraverso diverse tecniche, alcuni esempi:

  • Alfabeti del corpo. Ispirandosi a Emanuele Luzzati, i bambini hanno usato i propri corpi per comporre le lettere dell’alfabeto, sperimentando la collaborazione e la simbolizzazione corporea.
  • Scritture illeggibili di popoli sconosciuti. Partendo dalle opere di Munari, i partecipanti hanno inventato codici grafici e alfabeti immaginari, esplorando la tensione tra il segno astratto e il significato narrativo.
  • Scrivere sopra le pietre. Utilizzando le venature dei sassi, i bambini hanno proiettato storie e poesie sulla materia inanimata, trasformando un oggetto naturale in uno schermo per il proprio mondo interno.
  • Matematica della natura. Attraverso il laboratorio “Disegnare un albero”, i ragazzi hanno appreso le regole di crescita e ramificazione, collegandole a riflessioni sulle proprie relazioni e identità.

Il percorso si è concluso con un’attività ispirata all’artista Jan Vormann e al movimento Dispatchwork. I bambini hanno utilizzato i mattoncini Lego per “riparare” simbolicamente le crepe e i buchi nei muri esterni e nel giardino della scuola. Questo gesto non è stato un semplice ripristino, ma un atto creativo e riparatorio volto a lasciare un segno colorato e discreto della loro presenza: una nuova opportunità per l’immaginazione.


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